Chiese e santuari - Sito Ufficiale del Comune di Comacchio

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Chiese e santuari

  • CATTEDRALE DI SAN CASSIANO E TORRE CAMPANARIA

Maestoso edificio dedicato al Santo Patrono della città, sorge nel luogo dove si levava l'antica cattedrale romanica, eretta nel 708 e demolita nel 1694. La prima pietra della nuova Cattedrale fu posta il 25 marzo 1659 dal Vescovo di Comacchio Sigismondo Isei, ma venne consacrata solennemente solo nel 1740. Nel 1961 fu elevata a Basilica Minore da Papa Giovanni XXII. La facciata è in mattoni, con alcuni particolari in pietra d'Istria. L'interno, ad unica navata, comprende dodici cappelle disposte lateralmente, all'interno delle quali si possono ammirare stupende tele di Biagio Bovi ( XVIII sec.) della scuola bolognese dei Carracci, il crocefisso in legno, del XVII sec., dello scultore ferrarese Germano Cignani e la scultura raffigurante Santa Lucia, di scuola veneziana (sec. XV).
Particolare è la scenografia offerta dall'abside, che ospita l'imponente altare settecentesco in marmo e la cinquecentesca statua lignea del martire Cassiano, protettore della città e dell'antica diocesi. Sopra la porta centrale d'ingresso trova posto la Cantoria e l'Organo, costruito a Modena nel 1728 da Gian Domenico Traeri.
A fianco del Duomo sorge la Torre Campanaria, costruita una prima volta nel 1751 dal veneziano Giorgio Fossati e rovinata al suolo nel 1757. Venne ricostruita durante il secolo successivo ed ultimata nel 1868, priva del fastigio alla sommità e quindi ad altezza ridotta rispetto all'originaria, di cui rimane la poderosa base in pietra d'Istria. All'interno, a fianco della bussola, si può ammirare la tavola pittorica che presenta il modello originale della torre.

 

  • SANTUARIO DI SANTA MARIA IN AULA REGIA

Situato nell'estremità occidentale della città, è meglio conosciuto come "Chiesa dei Cappuccini". L'attuale edificio sorge in un'area anticamente occupata dal Monastero di S. Maria in Auregiario, la cui presenza viene attestata già nel X sec. d.C. e fino al XII sec. Nel 1570, dopo che la chiesa fu estinta ed i suoi beni ceduti ad una congregazione religiosa, fanno il loro ingresso i Padri Cappuccini, voluti dal duca Alfonso II d'Este. Si tratta di un manufatto secentesco (1665), con facciata in stile neoclassico, più volte rimaneggiato. All'interno, ad unica navata e con cappelle laterali che accolgono tele di buona fattura, di particolare interesse è l'ancona posata sull'altare maggiore, sovrastata dalla statua in terracotta della Beata Vergine, venerata col titolo di Santa Maria in Aula Regia: protettrice della città e della matianità comacchiese; opera rinascimentale di arte ferrarese.

 

  • CHIESA DEL CARMINE

Situata sulla via Carducci, a lato del ponte Pizzetti e di fronte al ponte omonimo, si presenta come un semplice edificio dalle linee rinascimentali. Costruita, in cotto, all'inizio del XVII secolo per iniziativa della Confraternita del Carmine, è ad una sola navata con abside semicircolare. Il campanile che si innalza sulla sinistra è del 1756. L'interno, che negli anni '70 ha subito considerevoli mutamenti, conserva una una grande e pregevole ancona lignea del XVII secolo, azzurra e oro, ricca di ornamenti, che custodisce l'immagine della Madonna del Carmine col Bambino.

 

  • CHIESA DEI CADUTI O DEL SUFFRAGIO

Situata a pochi metri dalla Loggia del Grano, fu dedicata a Santa Maria delle anime purganti, più nota come Chiesa del Suffragio o di Sant'Antonio e recentemente come Sacrario dei Caduti, ospita le spoglie di alcuni caduti comacchiesi nella prima e seconda guerra mondiale. La sua costruzione risale al 1644. Di notevole pregio il trittico pittorico posto dietro l'altare, la cui tela centrale di Antonio Randa (1577-1650) raffigura la Madonna col Bambino, Sant'Antonio e le anime del purgatorio alle quali il santo dona refrigerio versando acqua da un vaso. Ai lati, due pannelli che raffigurano un corteo di anime, di autore ignoto del XVII secolo, e un angelo che trae un'anima dal purgatorio.

 

  • CHIESA DEL ROSARIO

Costruita nel 1618 per volere della confraternita del S. Rosario. Di pregevole fattura la facciata, tutta in mattoni. La animano il bel portale in pietra d'Istria, l'ampia finestra, riquadrata da una larga cornice in cotto, le nicchie, le lesene, la prominenza delle cornici del timpano e l'alto zoccolo. L'interno è ad unica navata con volta a botte ribassata. Di particolare interesse lo splendido Crocefisso ligneo, opera del veneziano Filippo de Porris (1641), la statua in legno policromo della Beata Vergine (sec. XVII), le tele riproducenti la decollazione del Battista e l'Annunciazione della Vergine (sec. XVII). Da ammirare la grande tela del pittore comacchiese Cesare Mezzogori, raffigurante la Madonna del Rosario in un tripudio di angeli e con i Santi Domenico e Giustina (sec. XVII).

 

  • MONASTERO DI SANT'AGOSTINO

Sorge al termine di Corso Garibaldi, nell'estremità orientale dell'asse longitudinale cittadino. Eretto probabilmente fra il VI ed il VII secolo, il Monastero dedicato prima a S. Mauro, subì, durante le continue e rovinose incursioni da parte dei veneziani e saraceni, pesanti saccheggi. Ne rimase soltanto una piccola chiesa che nel 1622 fu ceduta ai Padri Agostiniani scalzi e nel 1644 fu dedicata anche a S. Agostino (da cui l'attuale nome). I nuovi monaci pensarono così, fin dal 1761, di costruirvi un convento, trasformatisi poi in fortezza, allorché le truppe austriache presidiarono Comacchio. Attualmente è in attesa di restauro.

 

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