20/01 - Task force contro la dispersione e l'abbandono scolastico - Sito Ufficiale del Comune di Comacchio

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Percorso: Home - Il Comune - Comunicati stampa - Gennaio 2018 - 20/01 - Task force contro la dispersione e l'abbandono scolastico  

20/01 - Task force contro la dispersione e l'abbandono scolastico

Al culmine di un lavoro lungo ed impegnativo portato avanti dal Tavolo Adolescenza del Distretto Sud-Est dell'Asl, è stato elaborato un progetto di contrasto del fenomeno della dispersione e dell'abbandono scolastico, illustrato in sintesi questa mattina a Palazzo Bellini.

 

 

La task force creata per cogliere ed interpretare i campanelli di allarme che dalla disattenzione, all'insuccesso, alla ribellione, alle lunghe assenze, possono sfociare nel vero e proprio abbandono scolastico è formata da scuole, enti locali, Asp del Delta, Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell'Asl e terzo settore, Centro di formazione professionale Cesta. "In questo anno il tema della dispersione e dell' abbandono scolastico è stato assunto come priorità di lavoro - ha spiegato Patrizia Buzzi, responsabile comunale del Servizio di Pubblica Istruzione, nella sua qualità di coordinatrice del Tavolo Adolescenza del Distretto Sud-Est -, perchè abbiamo livelli nel nostro territorio distrettuale più elevati rispetto alla provincia e alla regione, per cui si tratta di un argomento sentito da tutti come urgente e necessario, ai fini di approfondite analisi e di adozione di soluzioni mirate." Due anni di lavoro hanno prodotto un risultato decisivo, quello della definizione di LINEE GUIDA ANTI-DISPERSIONE, ritenuto dalla Regione Emilia Romagna un modello per le altre realtà del territorio provinciale.

 

 

"In questo documento scritto a più mani e a più teste -ha aggiunto Patrizia Buzzi - ognuno ci ha messo dentro il proprio cuore, la propria testa, le proprie competenze e professionalità  per trasformarlo in uno strumento di orientamento a cui fare riferimento, attorno al quale fondare un patto di comunità nel distretto sud-est."

 

 

Anche a nome del Sindaco Marco Fabbri, ha poi preso la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Chiara Cavalieri, per congratularsi con tutti i relatori che questa mattina hanno preso parte alla conferenza stampa, ma anche con tutti gli attori di un progetto di straordinario significato socio-educativo. "Il tema della dispersione e dell’abbandono scolastico è centrale per la nostra amministrazione, -ha evidenziato l'Assessore Cavalieri -, che da sempre ha a cuore l’educazione dei giovani del nostro territorio. Si impara da piccoli a diventare grandi e noi sentiamo forte questa responsabilità nei confronti degli adolescenti: è nostro compito aiutarli a diventare dei buoni cittadini. Nel 2015 è stato sottoscritto un patto per il lavoro e lo sviluppo economico-sociale - ha aggiunto l'Assessore -, il Progetto Comacchio, che ha, tra i suoi obiettivi principali, la costruzione di un patto educativo e formativo tra scuola e territorio per rafforzare la condivisione di alcuni valori educativi forti nella comunità. Riteniamo che le scuole non si debbano sentire sole -ha concluso - nella gestione del processo educativo dei nostri ragazzi, soprattutto quando si parla di problemi così grandi come quello di cui si parlerà nel convegno, in programma per il 30 gennaio prossimo, alle ore 14.30 a Palazzo Bellini." 

 

 

Parlando dell'abbandono scolastico come fenomeno che investe non solo le istituzioni scolastiche, ma anche la società e il suo tessuto economico, Giovanni Lolli, Presidente del Centro di Formazione Professionale "Cesta", ha rilevato che "i giovani esclusi dai contesti scolastici, quindi privi di qualsiasi titolo di studio, rischiano di alimentare le sacche della disoccupazione di lunga durata senza possibilità di inserimento al lavoro. Dall’altra parte, le aziende che sempre più cercano personale con competenze professionali ben strutturate, non trovandole, rischiano di non poter sviluppare i loro processi produttivi per mancanza di risorse umane." Le nuove strade da esplorare, visto che il 57% dell'abbandono scolastico (dato nazionale) è da attribuire ad un orientamento sbagliato, riguardano interessi, punti di forza e di debolezza, opportunità del mercato del lavoro, mettendo sempre al centro lo studente, con le sue aspirazioni e le sue aspettative. Innovazione didattico-pedagogica e approccio di rete sono gli altri fattori fondamentali per il contrasto della dispersione scolastica.

 

 

Neda Tumiati, Dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo di Argenta, è intervenuta in qualità di rappresentante dell'Ufficio Scolastico Provinciale, definendo "Le linee guida adottate dal Tavolo Adolescenza come un punto di forza per le scuole, che andranno a rafforzare il ruolo delle istituzioni scolastiche in questo patto di comunità. Il dialogo è fondamentale - ha aggiunto Tumiati -, per agevolare l'inserimento degli studenti nelle nuove scuole." "Se è vero che l'abbandono rappresenta la dimensione più pericolosa della dispersione scolastica, è altrettanto vero che il fenomeno in verità è molto più complesso. Il Servizio Sociale - ha poi evidenziato Iole Zappaterra, Direttrice dell'Asp delta Ferrarese -, ha deciso di muovere la propria riflessione e la conseguente strategia di intervento, dall'idea di favorire e garantire la protezione del minore come proprio mandato istituzionale, ma ad oggi, i progetti volti al contrasto della dispersione scolastica, si devono per lo più concentrare sulla prevenzione. L'obiettivo principale di questo lavoro è stato proprio quello di salvaguardare i giovani da possibili forme di devianza, quando spesso invece il nostro Servizio interviene quando già si è attivata l'Autorità Giudiziaria, per le precoci azioni di violazione delle norme, da parte di minorenni."

 

 

Franca Emanuelli, direttore F.F. dell'Unità Operativa di Neuropsichiatria, Infanzia e Adolescenza dell'Asl di Ferrara (UONPIA), ricordando la presenza di due equipe multiprofessionali nel territorio del Distretto Sud-Est a Codigoro-Comacchio e a Portomaggiore, ha posto l'accento sui fattori di rischio. "L’abbandono scolastico rappresenta un importante fattore di rischio per la traiettoria evolutiva e ogni azione rivolta a contrastarlo  - ha sottolineato Emanuelli - va nel senso di prevenire conseguenze negative anche gravi sullo sviluppo della personalità, dell’adattamento, di comportamenti che portano a marginalità sociale come l’uso di sostanze o disturbi della condotta."

 

 

Arianna Meletti, Coordinatrice dei centri di aggregazione, in rappresentanza delle cooperative sociale Girogirotondo - Gaia - Serena - Consorzio Sì, si è soffermata sul ruolo dei centri di aggregazione, intesi come "luoghi in cui gli adolescenti possono fare esperienze educative diversificate che, trasversalmente, stimolano la crescita personale. Dove si manifesta una criticità o fragilità, - ha aggiunto Meletti -,possono rappresentare una risposta e/o soluzione ad essa, grazie anche alla rete di servizi e associazioni con i quali i centri di aggregazione operano e collaborano."

 

 

Paola Castagnotto, Coordinatrice del Tavolo Provinciale Adolescenza, citando Don Milani, ha rilevato come "il futuro delle comunità è affidato alle competenze e alla appartenenza sociale delle nuove generazioni, patrimonio che va costruito dall'infanzia con continuità e coerenza tra tutti gli attori della comunità". Per Castagnotto, rispetto a 40 anni fa, il fenomeno dell'abbandono scolastico non è più da ritenersi solo una sconfitta per la scuola, ma per l'intera comunità. Il progetto di prevenzione, che sarà diffusamente illustrato nel corso del convegno organizzato per il 30 gennaio, "è un atto di responsabilità diffusa." Hanno partecipato alla conferenza stampa anche Marco Zagni e Simonetta Graziani, docenti dell'Istituto di istruzione secondaria "Guido Monaco di Pomposa" di Codigoro.

 

 
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